“Amundi PensioNEXT”: la prima piattaforma di consulenza previdenziale lanciata in Italia da un asset manager
Milano, 16 aprile 2026 - Amundi, primo asset manager europeo[1], lancia Amundi PensioNEXT, una piattaforma web di consulenza previdenziale – www.amundipensionext.it - che fornisce al cliente una stima della sua situazione previdenziale complessiva, pubblica e privata, che integra i risultati dell’analisi della posizione previdenziale individuale, visualizza scenari alternativi e guida nella pianificazione del patrimonio nel tempo.
Demografia e previdenza
Il combinato disposto di esigenze demografiche e di finanza pubblica crea le condizioni per uno sviluppo della previdenza complementare che ad oggi, a distanza di quasi vent’anni dalla riforma del 2007, risulta ancora limitato, con la conseguenza che gli italiani risultano ancora ampiamente scoperti sotto il profilo pensionistico, una criticità nota e a fronte della quale la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune importante novità.
Secondo l’indagine Amundi “Decoding Digital Investment 2025”[2] gli investitori italiani (13%) sono meno ottimisti sulla capacità di riuscire a risparmiare quanto necessario per la pensione (rispetto al 23% degli investitori europei).
Questo divario tra ambizione e azione, particolarmente evidente dai dati sulla bassa adesione alla previdenza complementare in Italia, illustra la necessità da parte di cittadini e investitori di disporre di una guida nel complesso mondo della previdenza, nella pianificazione e nella costruzione di piani di risparmio a lungo termine[3].
Amundi PensioNEXT, la soluzione sviluppata da Amundi in Italia
Amundi PensioNEXT nasce per rispondere a questa domanda di consulenza previdenziale: un portale web che offre all’utente un accesso semplice al complesso mondo della previdenza. Il portale fornisce una visione integrata della posizione previdenziale individuale, pubblica e privata, calcola il gap pensionistico, presenta spiegazioni e suggerisce opportunità di miglioramento della situazione pensionistica complessiva. Di fatto un servizio che consente di impostare una pianificazione patrimoniale nel tempo sulla base degli obiettivi individuali.
Amundi PensioNEXT, previa registrazione tramite credenziali o SPID, mette a disposizione dell’utente due opzioni di check-up previdenziale, Base[4] e Avanzato[5] che, a fronte dell’inserimento dei dati anagrafici e contributivi, restituisce informazioni sulla posizione previdenziale individuale complessiva, pubblica e privata. Ogni check-up offre inoltre il cd. Longevity Planner, un simulatore avanzato e interattivo che consente all’utente di scegliere i suoi obiettivi e definire un piano per raggiungerli.
Il servizio Base, disponibile in tempo reale, consente di ottenere una stima della previdenza pubblica e della previdenza complementare, laddove esistente, un’indicazione stimata del gap previdenziale e l’accesso al Longevity Planner per pianificare gli obiettivi.
Il servizio Avanzato fornisce la stima della posizione previdenziale complessiva contenente i dati puntuali della previdenza pubblica, recuperati direttamente dall’INPS nell’arco di alcuni giorni, quelli della previdenza complementare, laddove presente, la stima del gap previdenziale complessivo e l’accesso al Longevity Planner per pianificare gli obiettivi. L’utente ha inoltre accesso al servizio di consulenza previdenziale fornito da un team di esperti[6] in grado di proporre indicazioni e soluzioni in base alle sue specifiche esigenze nonché assistenza amministrativa per la risoluzione delle eventuali problematiche previdenziali.
Cinzia Tagliabue, CEO di Amundi SGR, ha dichiarato: “Variabili demografiche e occupazionali esercitano una pressione crescente sul sistema pensionistico pubblico il cui peso sul PIL rimarrà strutturalmente molto elevato e le cui prestazioni dovranno essere erogate sempre più a lungo in relazione alla crescente longevità. Da ciò nasce l’esigenza di promuovere la conoscenza e l’adesione alla previdenza complementare. Siamo quindi molto orgogliosi di lanciare Amundi PensioNEXT, una piattaforma digitale concepita per offrire in maniera semplice consulenza previdenziale e longevity planning direttamente all’utente finale che può anche contare, nel caso del servizio Avanzato, sul supporto di un team di professionisti esperti in materia previdenziale. In oltre vent’anni di esperienza nel settore della previdenza complementare in Italia abbiamo riscontrato una crescente consapevolezza sulla necessità di integrare la pensione pubblica con una soluzione pensionistica privata, eppure la complessità della materia è tale per cui due lavoratori su tre non hanno ancora fatto alcun passo concreto in quella direzione. Partendo da questa constatazione, e forti della nostra esperienza nel settore, abbiamo deciso di lanciare per primi fra gli asset manager in Italia questo nuovo servizio che risponde a una domanda di consulenza ancora largamente insoddisfatta”.
ADDENDUM
Dati demografici
- In Italia la speranza vita si attesta a 83,4 anni (nel 2014 l’aspettativa di vita era 82,6 anni): nello specifico gli uomini possono ora aspettarsi 81,4 anni di vita mentre le donne 85,5[7]
- La speranza di vita alla nascita in Italia supera di oltre 2 anni quella media dei 27 Paesi Ue e la popolazione italiana è in progressivo invecchiamento con una persona su quattro che ha più di 65 anni. Solo l’11% della popolazione ha meno di 14 anni. I residenti over 65 ammontano a 14,6 milioni (24% della popolazione) e si registra una crescita particolarmente significativa degli ultra 85enni (2,4 milioni) e degli ultracentenari (oltre 23.500 di cui l’83% donne)[8]
- Nel 2024 la fecondità ha toccato il minimo storico: 1,18 figli per donna, superando al ribasso il precedente record negativo del 1995 (1,19). I nuovi nati sono stati solo 370mila, 10mila in meno rispetto al 2023 e ben 156mila in meno rispetto al 1995. L’età media delle madri è in aumento ed è salita a 32,6 anni, segno di una maternità sempre più posticipata. Per quanto riguarda la mortalità, nel 2024 in Italia ci sono stati 651mila decessi: 20mila in meno rispetto al 2023. Un numero così basso di decessi non si registrava dal 20197
Sistema pensionistico pubblico[9]
Nel 2024:
- la spesa previdenziale è in crescita ed è pari a 286,14 miliardi (+18,73 rispetto al 2023)
- crescono i percettori di assegno pensionistico pari a 16.305.880, a fronte dei 16.004.000 del 2018, anno in cui si era registrato il valore più basso di sempre
- su 3,58 residenti italiani almeno uno è pensionato, dato molto elevato se si tiene conto che il picco dell’invecchiamento della popolazione italiana verrà toccato nel 2045
- la spesa pensionistica di natura previdenziale ammonta a 286,14 miliardi, con un incremento di 18,7 miliardi rispetto all’anno precedente, pari a ca. il 15% del PIL
Adesione alla previdenza complementare[10]
- Solo il 38,8% dei lavoratori dipendenti e il 23,7% degli autonomi risulta iscritto a un fondo pensione, percentuali che scendono rispettivamente al 30,5% e al 13,3% se si considerano solo gli iscritti che effettuano versamenti regolari nell’arco di un anno
- Tra i 31,4 milioni di italiani nati tra il 1961 e il 2000, appena il 37% dispone di un fondo pensione, mentre il 63% non ha alcuna forma di previdenza complementare o è inoccupato
- Il sistema previdenziale integrativo italiano è ancora distante dagli standard europei, con un livello di partecipazione insufficiente per garantire un adeguato tasso di sostituzione futuro[11]
- L’adesione ai fondi pensione vede una partecipazione delle donne molto inferiore rispetto agli uomini (39% del totale contro 61%), solo parzialmente spiegata dal divario occupazionale: le donne tra i 20 e i 64 anni (58,1%) registrano un tasso di occupazione di 19 punti percentuali inferiore rispetto agli uomini (77,3%). Il divario è minore nella fascia d’età compresa tra i 55 e i 64 anni, dove il 42% delle donne ha aderito a un fondo pensione contro il 48% degli uomini. All’estremo opposto, la situazione più critica riguarda le giovani donne tra i 25 e i 34 anni: qui il tasso di adesione scende al 25,5%, a fronte del 33,2% dei coetanei uomini
- Il potenziale contributivo del Trattamento di Fine Rapporto continua a essere sottoutilizzato. Nel periodo 2007-2024 solo il 23,8% del TFR maturato dalle imprese è confluito nelle forme di previdenza complementare. Il resto è rimasto nelle aziende o nel Fondo di Tesoreria INPS. Nonostante ciò, il TFR rappresenta ancora oltre il 42% della raccolta complessiva dei fondi pensione
Trend di investimento
Secondo l’indagine “Decoding Digital Investment 2025” 2 condotta da Amundi su oltre 11.000 investitori in 25 paesi:
- il 41% degli intervistati pone la pensione al primo posto tra le proprie priorità di investimento. Il risparmio non è più solo una precauzione, ma è diventato un'azione fondamentale per garantire il proprio futuro. Eppure, solo il 26% degli intervistati ritiene di essere davvero sulla buona strada per raggiungere questo obiettivo
- Inoltre, dall’indagine risulta che la possibilità di anticipare la data di pensionamento è una delle principali motivazioni a investire
- Da notare, con specifico riferimento all’Italia, che il 42% degli investitori italiani ritiene che la previdenza complementare sia importante per raggiungere un reddito pensionistico adeguato
[1] Fonte: IPE “Top 500 Asset Managers” pubblicato a giugno 2025, sulla base delle masse in gestione al 31/12/2024
[2] Indagine condotta da Amundi su oltre 11.000 investitori in 25 paesi, disponibile a questo link: https://www.amundietf.it/it/professionali/etf-analisi/decodificare-gli-investimenti-digitali
[3] Maggiori informazioni sono disponibili nella sezione “addendum” di questo comunicato stampa
[4] Servizio gratuito
[5] Servizio a pagamento: 200 euro, da scontare del 30% fino al 31/05/2026
[6] Servizio a pagamento fornito da PREVION
[7] Fonte: ISTAT, Rapporto “Indicatori Demografici-Anno 2024”, pubblicato il 31/03/2025
[8] Fonte: ISTAT, Rapporto Bes 2024 “ll Benessere Equo e Sostenibile in Italia”, pubblicato il 13/11/2025
[9] Fonte: Itinerari Previdenziali, Rapporto “Il Bilancio del Sistema Previdenziale italiano. Andamenti finanziari e demografici delle pensioni e dell’assistenza per l’anno 2024”, pubblicato il 14/1/2026
[10] Fonte: Moneyfarm, “Osservatorio sulle Pensioni 2025”, pubblicato a novembre 2025
- per i dipendenti pubblici si aggira intorno al 70-75%;
- per i dipendenti privati tra 60-70%;
- per gli autonomi può scendere anche sotto il 50%.
Chi ha iniziato a lavorare con il sistema contributivo puro (dal 1996 in poi), avrà un tasso di sostituzione tendenzialmente più basso rispetto a chi ha maturato anche contributi nel sistema retributivo.
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