CPRAM e Amundi rendono disponibile agli investitori internazionali una strategia di investimento nella biodiversità
Milano, 23 dicembre 2025 – CPRAM e Amundi, primo asset manager europeo[1], annunciano il lancio di CPR Invest – Biodiversity, un fondo lussemburghese che pone la conservazione della biodiversità al centro della propria strategia di investimento. Inizialmente rivolto alla clientela francese, il fondo è ora disponibile agli investitori internazionali. Questo lancio segna un ulteriore passo avanti nell'impegno di CPRAM nei confronti delle questioni ambientali, con un patrimonio gestito che ammonta a quasi 10 miliardi di euro[2]. Questo tema è parte integrante dei piani strategici di Amundi e del gruppo Crédit Agricole volti a sviluppare soluzioni innovative per preservare il capitale naturale.
La biodiversità, essenziale per la vita, rappresenta anche una sfida economica e finanziaria globale
Negli ultimi 50 anni la Terra ha registrato un'accelerazione[3] nella perdita di biodiversità. Con il 50% del PIL mondiale che dipende dalle risorse naturali[4], la perdita di biodiversità rappresenta un costo complessivo stimato in oltre 500 miliardi di dollari all'anno[5] e la mobilitazione degli attori economici e finanziari è essenziale per limitarne gli effetti.
Impegnate dal 2018 nelle questioni climatiche attraverso una gamma riconosciuta di soluzioni di investimento, CPRAM e Amundi hanno lanciato nel dicembre 2023 una strategia dedicata alla biodiversità per incoraggiare le aziende a ridurre il loro impatto sugli ecosistemi. Questa strategia, CPR Invest – Biodiversity, è ora disponibile agli investitori internazionali.
La strategia di CPR Invest – Biodiversity
L'obiettivo di gestione consiste nel sovraperformare l'indice MSCI World nel lungo periodo[6] attraverso una gestione attiva di azioni internazionali, integrando al contempo i criteri di biodiversità ed ESG nel processo di analisi e selezione dei titoli. Questo approccio mira a conciliare la performance finanziaria ed extra-finanziaria attraverso una metodologia rigorosa in linea con gli obiettivi di Kunming‑Montreal[7].
CPRAM ha sviluppato una metodologia per analizzare le performance delle aziende in materia di biodiversità, elaborata con il supporto scientifico del Museo Nazionale di Storia Naturale francese (Muséum national d’Histoire naturelle) e strutturata attorno a tre pilastri: Terra, Acqua e Clima. Questo approccio multisettoriale presta particolare attenzione ai settori con un elevato impatto sulla biodiversità (alimentare, chimico, beni di consumo, ecc.).
Dopo aver escluso le attività o le pratiche strutturalmente incompatibili (ad esempio lo sfruttamento intensivo, l'inquinamento del suolo, la deforestazione...), vengono selezionate le aziende che dimostrano le migliori prassi del settore in base a tre criteri: impronta ambientale, sforzi intrapresi e credibilità. Il portafoglio viene quindi costruito privilegiando le azioni che offrono le migliori opportunità finanziarie, puntando al contempo al miglioramento di tre indicatori extra-finanziari: consumo idrico, tasso di riciclo e intensità di carbonio.
Gestito all'interno del team Quantitative da Rodolphe Taquet, il fondo si avvale anche di un modello proprietario di selezione dei titoli che consente una gestione multifattoriale dinamica, sviluppato da un team con una media di oltre 20 anni di esperienza professionale.
La strategia è classificata come Articolo 8 ai sensi del Regolamento SFDR[8].
Cyrille Collet, Head of Quantitative Equities Management di CPRAM, ha dichiarato: “Il nostro approccio alla selezione delle aziende che adottano pratiche a supporto della biodiversità si articola in diverse fasi: escludiamo le aziende che danneggiano la biodiversità, quindi selezioniamo quelle che contribuiscono alla transizione e riducono l’impatto sulla biodiversità. Le convinzioni di CPRAM si riflettono anche nel nostro impegno con le aziende attraverso il dialogo con gli azionisti, affinché integrino le questioni relative alla biodiversità.”
Noémie Hadjadj‑Gomes, Head of Investment Expertise & Solutions and ESG Lead di CPRAM, ha commentato: “I nostri team di ricerca, ESG e gestione di portafoglio lavorano a fianco di esperti tematici per contribuire a realizzare un futuro più sostenibile. Con il sostegno del Museo Nazionale di Storia Naturale, i nostri team hanno combinato prospettive finanziarie e scientifiche per costruire una solida metodologia di analisi delle aziende in materia di biodiversità, posta alla base della strategia CPR Invest – Biodiversity.”
La strategia e la metodologia di CPRAM fanno parte degli impegni di Amundi per integrare la biodiversità nei suoi processi interni di analisi e investimento. Nel 2021, Amundi ha aderito al Finance for Biodiversity Pledge, i cui firmatari si sono impegnati a valutare il loro impatto sulla biodiversità, a fissare obiettivi e a riferire sulla biodiversità nel contesto delle proprie attività di investimento e finanziamento. Inoltre, nell'ambito della tutela del capitale naturale e della protezione degli ecosistemi, la biodiversità è uno dei temi prioritari dell'impegno di Amundi.
[1] Fonte: IPE “Top 500 Asset Managers” pubblicato a giugno 2025, sulla base delle masse in gestione al 31/12/2024
[2]Patrimonio gestito al 30/09/2025 — Fonte: CPRAM
[3] IPBES, 2019, Global Assessment Report on Biodiversity and Ecosystem Services
[4] World Bank, Secure Our Future through Biodiversity, 12/2022
[5] WWF, in partnership con Global Trade Analysis Project, Global Futures Report, 2020
[6] Almeno 5 anni
[7] Kunming‑Montreal Global Biodiversity Framework, 2022–23
[8] SFDR = Sustainable Finance Disclosure Regulation
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