Opportunità derivanti da grandi rotazioni: azioni cicliche e value, asset dei mercati emergenti per sovraperformare nel 2021

Opportunità derivanti da grandi rotazioni: azioni cicliche e value, asset dei mercati emergenti per sovraperformare nel 2021

Milano, Italia,

I principali spunti emersi dall’outlook annuale sugli investimenti di Amundi

Milano, 12 novembre 2020 – Amundi, il più grande asset manager europeo, comunica oggi i principali temi del suo outlook degli investimenti per il 2021.

Amundi ritiene che nel 2021 saranno in gioco quattro principali temi globali

1 – Ripresa lenta e irregolare dal virus

La durata dell’epidemia alla fine determinerà la forma della ripresa e crediamo che provare a definirla come una ripresa a V, U o K possa essere fuorviante. Ciò lascerà la porta aperta a un profilo di crescita incostante nel breve periodo e, in ultima analisi, tende a confermare il nostro scenario centrale di una ripresa lenta, irregolare e a più velocità a seconda del paese e del settore. La disponibilità di un vaccino è un fattore di svolta ed una notizia davvero incoraggiante, anche se il suo sviluppo tecnico e la consegna su vasta scala richiederà tempo.

2 – Deglobalizzazione bilanciata

Ci aspettiamo che una quota relativamente più grande del ciclo economico provenga dalla domanda interna. Gli scambi commerciali a livello globale rimarranno deboli e disomogenei. Di conseguenza, i cicli economici saranno più decorrelati, e ciò implicherà un aumento delle frammentazioni e delle divergenze tra paesi e settori.

3 –Le divergenze nella ripresa stimoleranno le opportunità nei mercati emergenti, in particolare in Cina

Paesi come la Cina emergeranno presto dalla crisi (chi entra per primo, esce per primo) e diventeranno sempre più importanti come motori di crescita a livello globale. La maggior parte delle economie dovrebbe riprendersi il prossimo anno, ma la crescita del PIL mondiale dovrebbe rallentare a circa il 3,5% nel medio periodo, poiché il Covid-19 peserà sul potenziale di approvvigionamento a lungo termine. Quelle economie in grado di adattarsi meglio alle nuove regole, come il distanziamento sociale, aumenteranno la loro quota di PIL globale. Si prevede che il prossimo anno 15 economie rappresenteranno il 74% della crescita globale e che la Cina sarà il leader mondiale.

4 – Convergenza nel mix di politiche

Nel 2021 ci aspettiamo che la trilogia politica, fiscale e monetaria continui: dovremo passare all'attuazione pratica di ciò che è già stato concordato sul fronte fiscale, mentre le banche centrali rimarranno importanti nel perfezionamento degli aggiustamenti monetari. L'espansione dei bilanci sosterrà le materie prime, mentre i tassi rimarranno bassi per molto tempo.

Lo scenario base di Amundi: una ripresa che durerà diversi anni con politiche monetarie ‘non convenzionali’ destinate a continuare

Amundi individua delle opportunità dalle grandi rotazioni verso l'azionario, i settori più trascurati e il value di qualità. Le azioni delle banche centrali e di natura fiscale sono destinate a continuare, rendendo la MMT (Teoria Monetaria Moderna) il nuovo mantra.

La nostra premessa è che siamo cauti circa la distribuzione su vasta scala di un vaccino sicuro ed efficace prima del secondo semestre del 2021. Di conseguenza il nostro scenario base è il seguente:

  1. un processo che richiederà diversi anni prima di riportare il mondo alla normalità;
  2. un susseguirsi di ricadute economiche, focolai di infezione, lockdown selettivi, stimoli di natura politica;
  3. bassa crescita, bassa inflazione, tassi bassi: il persistere di politiche monetarie ‘non convenzionali’. Un forte impegno politico a favore di un predominio delle politiche fiscali nelle economie avanzate, ma riteniamo che la loro attuazione rappresenti un rischio concreto;
  4. mercati finanziari che analizzano i cicli economici e la logistica dei prossimi mesi. La dinamica dei prezzi (positiva sulla speranza di un vaccino e di politiche espansive), potrebbe rimanere scollegata dall'economia reale, ancora messa alla prova dalle conseguenze dei lockdown soprattutto in Europa.

Le principali convinzioni di Amundi per il 2021: gli investitori dovrebbero aumentare progressivamente l'esposizione alle azioni cicliche, di qualità e value, alle azioni asiatiche e ai temi ESG

Da un punto di vista trasversale alle asset class, una rotazione dal credito (high yield) alle azioni. Le azioni avranno un profilo rischio-rendimento migliore rispetto all'high yield in una fase di ripresa modesta e riaccelerazione degli utili nel 2021. Gli investitori dovrebbero aumentare l’esposizione alle azioni cicliche (alcune azioni dei mercati emergenti - a partire dall’Asia del Nord e a seguire Latam e CEMEA - e settori ciclici), azioni value di qualità e temi ESG post-Covid-19. La riaccelerazione della crescita globale richiederà un ribilanciamento dal growth al value di qualità. Crediamo che la classica diversificazione geografica – insieme alla diversificazione settoriale - sarà di nuovo al centro dell'attenzione, grazie al commercio mondiale che non trainerà più la crescita globale, alla rilocalizzazione delle catene del valore e alla de-sincronizzazione dei cicli.

Guardare più lontano ed essere selettivi, passando da fixed income a smart income. Vista la quantità di debito con rendimento negativo prossima ai massimi storici e con i tassi di interesse che dovrebbero rimanere bassi nel breve periodo, gli investitori dovrebbero costruire un motore di reddito cercando opportunità in modo trasversale, includendo le obbligazioni dei mercati emergenti, prestiti, real asset (infrastrutture, immobiliare) e azioni ad alto rendimento. Le opportunità nei mercati del credito rimangono, ma il tema principale per il 2021 è quello che chiamiamo ‘la grande discriminazione’. Ciò che è costoso diventerà ancora più costoso. Alcune aree del mercato probabilmente si deterioreranno ulteriormente, perché l'abbondante liquidità iniettata dalle banche centrali sta nascondendo un peggioramento dei fondamentali. La selezione sarà fondamentale nel 2021. Nel complesso il nostro outlook è più costruttivo per l’investment grade che per l'high yield.

Positivi sugli asset dei mercati emergenti, pur rilevando differenze all'interno dell'universo EM. Le obbligazioni dei mercati emergenti saranno un motore chiave per la generazione di reddito. Abbiamo una visione positiva per il prossimo anno, in particolare per il debito in valuta locale e i segmenti ad alto rendimento. In ambito azionario assistiamo ad una riaccelerazione degli utili e siamo positivi sugli asset asiatici - Cina, Corea - mentre vediamo una ripresa in Latam e EMEA nel corso dell'anno, quando il rimbalzo ciclico sarà più pronunciato. Un dollaro debole sostiene in parte il caso positivo dei mercati emergenti. Per quanto concerne la Cina, dobbiamo guardare alla posizione del governo degli Stati Uniti, anche se non ci aspettiamo un significativo allontanamento dalla posizione conflittuale di Trump.

Prendere in considerazione i titoli di stato a scopo di liquidità. Gli investitori dovrebbero valutare di allocare una parte dei loro portafogli in titoli di stato di paesi core, indipendentemente dalle loro valutazioni, principalmente per ragioni di liquidità in caso si verifichino fasi di carenza di liquidità.

Includere "veri" diversificatori. In un mondo caratterizzato da un'elevata correlazione tra gli asset rischiosi, aggiungere fonti di rendimento decorrelate può contribuire a bilanciare l'allocazione. L’oro, gli approcci di rendimento assoluto alla volatilità e le strategie di copertura possono contribuire a migliorare la diversificazione complessiva del portafoglio.

L’inflazione tornerà. Nel medio periodo, il tema principale per gli investitori sarà la mancanza di ancoraggio dei tassi reali e delle aspettative di inflazione a causa del massiccio stimolo fiscale, della monetizzazione dei deficit pubblici, del ribilanciamento del sostegno sociale e politico a favore del lavoro e del rallentamento del commercio globale. I mercati non stanno ancora prezzando questo rischio, ma gli investitori dovrebbero iniziare a valutare delle strategie per un possibile ritorno dell'inflazione.

Pascal Blanqué, Chief Investment Officer di Amundi, ha dichiarato: "I mercati stanno prezzando uno scenario particolarmente positivo: disponibilità di un vaccino in grandi quantità, abbondante liquidità e politiche che rimarranno accomodanti per sempre. La sequenza non sarà così lineare. La transizione dalle ricadute indotte dal ciclo del virus alla riaccelerazione nella seconda parte dell'anno porterà una certa volatilità e opportunità di riposizionamento del portafoglio. Una grande discriminazione nel credito è il fattore da giocare nel reddito fisso. In modo selettivo, i mercati emergenti sono l'area in cui cercare reddito e crescita. Ci aspettiamo una grande rotazione dall'high yield alle azioni e nell’ambito azionario gli investitori dovrebbero privilegiare i titoli azionari ciclici e quelli value di qualità e prestare attenzione alle bolle nelle azioni con una crescita esponenziale. La lotta contro le crescenti disuguaglianze sociali e una nuova focalizzazione sulle questioni climatiche, rivitalizzate da una vittoria di Biden, renderanno l'ESG ancora più rilevante per gli investitori."

Monica Defend, Global Head of Research di Amundi, ha aggiunto: "La durata della pandemia alla fine determinerà la forma della ripresa, che probabilmente varierà in modo significativo nel mondo. La ripresa lenta, irregolare e a più velocità sarà diversa per settore e per paese, e di conseguenza gli investitori devono trarre vantaggio da queste differenze nei profili di crescita”.

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A proposito di Amundi

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Primo asset manager europeo fra i primi 10 operatori a livello mondiale[1], Amundi propone ai suoi 100 milioni di clienti - privati, istituzionali e corporate - una gamma completa di soluzioni di risparmio e di investimento in gestione attiva e passiva, in asset tradizionali o reali.

Grazie alle sei piattaforme di gestione internazionali[2], alle capacità di ricerca finanziaria ed extra-finanziaria ed all’impegno di lunga data nell’investimento responsabile, Amundi è un nome di riferimento nel settore dell’asset management.

I clienti di Amundi possono contare sulle competenze e sulla consulenza di 4.500 professionisti in circa 40 paesi. Società fondata nel 2010 e quotata in Borsa alla fine del 2015, Amundi gestisce oggi AUM per oltre 1.650 miliardi di euro[3].

Footnotes

 

  1. ^ Fonte: IPE “Top 500 asset managers” pubblicato a giugno 2020, sulla base delle masse in gestione al 31/12/2019
  2. ^ Boston, Dublino, Londra, Milano, Parigi e Tokyo
  3. ^ Dati Amundi al 30/09/2020

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