Responsible Capitalism

Responsible Capitalism

Milano, Italia,

L'Institut Montaigne e il Comité Médicis pubblicano oggi un nuovo rapporto, "Capitalismo responsabile: un'opportunità per l'Europa", in cui Jean-Dominique Senard, Presidente del Gruppo Renault, Vicepresidente dell'Institut Montaigne, e Yves Perrier, CEO di Amundi, Presidente del Comité Médicis, chiedono all'Europa di diventare il continente del capitalismo responsabile. Ciò garantirebbe la prosperità del continente e l'indipendenza delle nazioni e delle imprese europee.

Parigi, 11 settembre 2020 - L'Institut Montaigne e il Comité Médicis pubblicano oggi un nuovo rapporto, "Capitalismo responsabile: un'opportunità per l'Europa", in cui Jean-Dominique Senard, Presidente del Gruppo Renault, Vicepresidente dell'Institut Montaigne, e Yves Perrier, CEO di Amundi, Presidente del Comité Médicis, chiedono all'Europa di diventare il continente del capitalismo responsabile. Ciò garantirebbe la prosperità del continente e l'indipendenza delle nazioni e delle imprese europee.                                                 

Il rapporto definisce delle priorità chiare: favorire gli investimenti a lungo termine per le imprese responsabili, dare impulso al finanziamento a lungo termine per le imprese responsabili, riconquistare il controllo sulle informazioni contabili, finanziarie ed extra-finanziarie e creare un quadro normativo comune.

 “La globalizzazione non si fermerà, ma dovrà essere governata in modo tale da salvaguardare l'indipendenza e la coesione delle nazioni europee. Questa sarà una delle responsabilità delle aziende. Pertanto, il tema del capitalismo responsabile deve essere al centro della ricostruzione dell'Unione Europea. Il futuro dovrà includere un New Deal tra ogni nazione europea e le sue aziende, con il concetto di responsabilità al centro," spiegano i due presidenti del gruppo di lavoro responsabile di questo rapporto, Jean-Dominique Senard, Presidente del Gruppo Renault, Vicepresidente dell'Institut Montaigne e Yves Perrier, CEO di Amundi, Presidente del Comité Médicis.

Capitalismo responsabile: un modello alternativo sostenibile che risponde alle sfide del nostro tempo

Il capitalismo responsabile non è solo un pilastro morale del capitalismo finanziario, ma la proposta di un nuovo modello in grado di rispondere alle sfide del nostro tempo. È articolato intorno a tre punti chiave:

  • un nuovo scopo: la funzione sociale dell’azienda e il valore che porta a tutti i suoi stakeholder (dipendenti, clienti, comunità, azionisti) sono al centro di questo capitalismo responsabile;
  • la sfida di coniugare efficienza economica e sostenibilità, rispondendo alle due grandi sfide del riscaldamento globale e della coesione sociale;
  • l'allineamento degli interessi degli azionisti con lo "scopo" dell’azienda e l'utilizzo sistematico dei criteri ESG che riflettano i valori europei.

Le istituzioni, i meccanismi e gli strumenti finanziari sono fondamentali in un progetto di questa portata. Ecco perché il rapporto presta particolare attenzione alle esigenze delle imprese europee. "Per garantire la transizione al capitalismo responsabile a livello europeo, è necessario cambiare il contesto di riferimento che governa le aziende, con particolare riferimento alla valutazione delle loro performance, sia finanziarie che extra-finanziarie.  Questo schema consentirà alle imprese che sono già sulla strada giusta di proseguire senza difficoltà e incoraggerà altre a seguirle" spiega Francesco Bellino, Managing Director & Partner di Boston Consulting Group e membro della task force di questo rapporto.

Tre priorità per la creazione di un movimento europeo

  1. Incoraggiare gli investimenti a lungo termine in Europa in un momento in cui il capitalismo di breve periodo è ancora dominante.
  2. Riprendere il controllo sulle informazioni contabili finanziarie ed extra-finanziarie per allinearle ai valori europei.
  3. Creare un quadro normativo comune per sostenere le imprese europee responsabili.

 

Fondato nel 2000 e con sede a Parigi, l'Institut Montaigne è un think tank indipendente dedicato alle politiche pubbliche in Francia e in Europa. Il suo lavoro è il risultato di un metodo di analisi rigoroso, critico e aperto basato su confronti internazionali. Questo think tank pionieristico no-profit raggruppa leader aziendali, alti funzionari pubblici, accademici, la società civile e personalità di spicco di vari settori. È gestito esclusivamente con contributi privati, ciascuno dei quali rappresenta meno dell'1,5% del bilancio annuale, che ammonta a 6,5 milioni di euro. Attraverso le sue varie azioni - proposte, valutazioni delle politiche pubbliche, partecipazione dei cittadini e sperimentazioni - l'Institut Montaigne mira a svolgere pienamente un ruolo chiave nel dibattito democratico.

Il Comité Médicis è un think tank supportato da Amundi, che sta guidando una riflessione sui principi, le tecniche e gli impatti dell’investimento responsabile. Si concentra sulle grandi sfide della responsabilità sociale poste dalle trasformazioni economiche, tecnologiche e politiche che le aziende stanno affrontando. Si basa su una rete di accademici, intellettuali e dirigenti d'azienda e riferisce sul suo lavoro in note, relazioni, incontri e dibattiti. Il Comité Médicis è un'associazione ai sensi della legge del 1901.

Comité Médicis

Natacha Andermahr, Head of Press, Corporate and Digital Communication

00 33 (0)6 37 01 82 17 ; Natacha.andermahr-sharp@amundi.com

Institut Montaigne

Lara Oliveau, Head of communications and press relations

00 33 (0)6 99 79 43 62 ; loliveau@institutmontainge.org

Amundi SGR

Debora Pastore, Head of Communication

00 39 02 0065 2658 ; debora.pastore@amundi.com

A proposito di Amundi

A proposito di Amundi

Primo asset manager europeo fra i primi 10 operatori a livello mondiale[1], Amundi propone ai suoi 100 milioni di clienti - privati, istituzionali e corporate - una gamma completa di soluzioni di risparmio e di investimento in gestione attiva e passiva, in asset tradizionali o reali.

Grazie alle sei piattaforme di gestione internazionali[2], alle capacità di ricerca finanziaria ed extra-finanziaria ed all’impegno di lunga data nell’investimento responsabile, Amundi è un nome di riferimento nel settore dell’asset management.

I clienti di Amundi possono contare sulle competenze e sulla consulenza di 4.500 professionisti in circa 40 paesi. Società fondata nel 2010 e quotata in Borsa alla fine del 2015, Amundi gestisce oggi AUM per oltre 1.650 miliardi di euro[3].

Footnotes

 

  1. ^ Fonte: IPE “Top 500 asset managers” pubblicato a giugno 2020, sulla base delle masse in gestione al 31/12/2019
  2. ^ Boston, Dublino, Londra, Milano, Parigi e Tokyo
  3. ^ Dati Amundi al 30/09/2020

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