Secondo uno studio a cura di Amundi, lo screening ESG avrebbe un impatto positivo sulle performance dei portafogli

Secondo uno studio a cura di Amundi, lo screening ESG avrebbe un impatto positivo sulle performance dei portafogli

Milano, MI, Italia,

  • Rafforzata la popolarità degli investimenti ESG sia attivi che passivi grazie alla crescente domanda da parte del segmento istituzionale
  • Il 2014 segna un punto di svolta: lo screening ESG guida la sovraperformance delle azioni dei paesi sviluppati, con un forte impatto dei criteri ambientali in Nord America e di governance nella zona Euro
  • La mobilitazione degli investitori sulle tematiche ESG inizia ad incidere su domanda e offerta, con un conseguente effetto sui prezzi delle azioni a partire dal 2014

Milano, 15 gennaio 2019 - Amundi, il più grande asset manager in Europa e pioniere negli investimenti responsabili, ha studiato l'impatto dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) sulle performance dei portafogli. Lo scopo della ricerca era determinare se gli investimenti ESG avessero un impatto sulla performance dei portafogli.

In seguito alla crescente domanda di investimenti ESG da parte dei clienti istituzionali in tutto il mondo, Amundi ha utilizzato dati proprietari raccolti tra il 2010 e il 2017 per analizzare le performance di 1.700 aziende appartenenti a cinque universi di investimento, corrispondenti agli indici MSCI: MSCI Nord America, MSCI EMU, MSCI Europe-ex EMU, MSCI Japan e MSCI World.

Attraverso l’analisi delle performance e l’applicazione dei filtri ESG (E, S, G presi singolarmente e un punteggio ESG complessivo) alle aziende, Amundi ha riscontrato che l’impatto dello screening ESG su rendimento, volatilità e drawdown dipende da tre fattori: periodo di osservazione, universo di investimento e strategia di investimento. I risultati hanno indicato che durante il periodo di studio il filtro ESG ha avuto un impatto limitato sul rischio di portafoglio (volatilità e drawdown). Al contrario, l'impatto del filtro ESG si è rivelato cruciale in termini di rendimento del portafoglio.

In generale, tra il 2010 e il 2013, gli investimenti ESG hanno penalizzato gli investitori ESG sia passivi che attivi. Al contrario, gli investimenti ESG sono stati una fonte di sovraperformance in Europa e Nord America dal 2014 al 2017. Ad esempio, l'acquisto di azioni best-in-class (miglior 20%) e la vendita delle peggiori azioni di una specifica categoria (peggior 20%) avrebbero generato un rendimento annualizzato del 3,3% in Nord America e del 6,6% nell'Eurozona nel periodo 2014-2017, mente queste cifre sono state rispettivamente del -2,70% e del -1,20% tra il 2010 e il 2013. All’interno dei tre pilastri ESG, il fattore ambientale in Nord America e il fattore governance nell'Eurozona hanno registrato le performance più elevate. Dal 2015, la componente sociale è migliorata in modo significativo ed ora è valutata positivamente dal mercato azionario. Nel complesso, lo studio ha rivelato che i criteri ESG non hanno effetti su tutti i titoli azionari, ma tendono ad avere un impatto sulle migliori e peggiori azioni di ciascuna categoria.

Il meccanismo causale si basa sulle dinamiche della domanda e dell'offerta, così come sul circolo virtuoso creato dal valore aggiunto intrinseco apportato dallo screening ESG. L'impatto sulla performance è determinato dall'aumento della domanda per gli approcci ESG da parte degli investitori che genera flussi verso le azioni best-in-class, i quali a loro volta danno una spinta ai prezzi e alle performance delle azioni. Sulla scia di tale slancio (tasso di crescita medio annuo del 12%[1]), ci aspettiamo che questo trend continui nel prossimo futuro.

I risultati precedentemente esposti sono validi anche per la gestione passiva che registra le stesse evidenze circa l’impatto sui rendimenti di portafoglio derivanti dall’applicazione dei filtri ESG. L’utilizzo di un approccio ESG all'interno di una soluzione passiva è possibile, a patto che gli investitori accettino un tracking error più ampio, seppur controllato, rispetto agli indici basati sulla capitalizzazione di mercato.

Lo scorso ottobre Amundi ha annunciato un piano d'azione triennale per rafforzare il proprio impegno negli investimenti responsabili. Entro il 2021 l'analisi ESG sarà integrata in tutti i fondi Amundi e nelle iniziative che promuovono investimenti in progetti con un impatto ambientale o sociale. Amundi è convinta che il miglioramento e lo sviluppo della ricerca ESG aiuterà gli investitori a comprendere meglio i grandi temi relativi agli investimenti ESG.

Thierry Roncalli, Head of Quantitative Research, ha spiegato: "Questa nuova ricerca scientifica conferma l’andamento variabile nel tempo delle performance ESG. Poiché i prezzi delle azioni riflettono l'equilibrio tra domanda e offerta, la nostra ricerca mostra che lo screening ESG ha influenzato le performance del mercato azionario. È evidente che i rischi ESG, di per sé non finanziari, siano diventati rischi finanziari e che l’andamento dei prezzi è a favore degli investitori ESG. "

Vincent Mortier, Group Deputy CIO, ha dichiarato: "La nostra ricerca conferma che l'applicazione di criteri ESG genera un impatto tangibile sulle performance azionarie in Europa e Nord America. Favorendo un approccio ESG best-in-class, gli investitori possono beneficiare di una strategia di investimento che migliora le performance dei portafogli nel lungo periodo ".

Metodologia

La ricerca si basa su dati quantitativi da gennaio 2010 a dicembre 2017, utilizzando parametri ESG forniti dal dipartimento di ricerca ESG di Amundi. Per ciascuna società, il punteggio complessivo ESG e i rating per le categorie ambientali, sociali e di governance sono stati attributi dagli analisti ESG di Amundi, che hanno valutato ciascuna azione utilizzando un sistema di punteggio basato sui dati di quattro fornitori esterni. Gli analisti ESG di Amundi hanno esaminato e completato il punteggio finale assegnato a ciascuna azienda.

Pubblicazione

La studio completo "The Alpha and Beta of ESG Investing" e il documento di sintesi "How ESG Investing Has Impacted the Asset Pricing in the Equity Market?" sono disponibili sul sito web http://research-center.amundi.com.

Footnotes

 

  1. ^ [1] Fonte: Global Sustainable investment alliance report 2017

A proposito di Amundi

Amundi è il più grande asset manager in Europa per patrimonio gestito e tra i primi dieci[1] a livello globale. Amundi gestisce, attraverso sei principali centri d'investimento[2], asset per oltre 1.470 miliardi[3] di euro.

Amundi offre ai propri clienti in Europa, Asia-Pacifico, Medio Oriente, Nord e Sud America l’accesso a competenze distintive sui mercati finanziari, oltre ad una gamma completa di soluzioni d’investimento attive, passive ed in asset reali. I clienti hanno inoltre accesso a una gamma completa di servizi e strumenti.

Con sede a Parigi, quotata in Borsa da novembre 2015, Amundi è la prima società di gestione in Europa per capitalizzazione di mercato[4].

 

Grazie alla ricerca distintiva e alle competenze di un team di quasi 4 500 professionisti ed esperti di mercato dislocati in 37 paesi, Amundi offre ai clienti privati, istituzionali e corporate strategie di investimento innovative e soluzioni personalizzate per bisogni, obiettivi di rendimento e profili di rischio.

 

Amundi. La fiducia va meritata.

 

Per ulteriori informazioni o per trovare il team Amundi più vicino visita il sito www.amundi.com

 

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Footnotes

 

  1. ^ [1] Fonte: IPE “Top 400 Asset Managers” pubblicato nel giugno 2018, dati di AUM al 31 dicembre 2017
  2. ^ [2] Centri d’investimento: Boston, Dublino, Londra, Milano, Parigi e Tokyo
  3. ^ [3] Dati Amundi al 30 settembre 2018
  4. ^ [4] Basato su dati di capitalizzazione di mercato al 30 settembre 2018

Il presente documento è rivolto esclusivamente ai giornalisti ed ai professionisti del settore e non costituisce in alcun modo, né deve essere inteso come, una raccomandazione di investimento, un’offerta di acquisto o vendita di strumenti finanziari, una proposta contrattuale o un documento promozionale e pertanto ne è vietata qualsiasi diffusione al pubblico. Le informazioni contenute nel presente documento sono ritenute accurate alla data della sua redazione e possono essere modificate in qualsiasi momento senza preavviso. Il documento è fornito unicamente allo scopo di offrire una overview sui prodotti e servizi in esso descritti a giornalisti e professionisti del settore e qualunque riproduzione, totale o parziale, del presente documento richiede la preventiva autorizzazione scritta di Amundi.

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Primo asset manager europeo fra i primi 10 operatori a livello mondiale[1], Amundi propone ai suoi 100 milioni di clienti - privati, istituzionali e corporate - una gamma completa di soluzioni di risparmio e di investimento in gestione attiva e passiva, in asset tradizionali o reali.

Grazie alle sei piattaforme di gestione internazionali[2], alle capacità di ricerca finanziaria ed extra-finanziaria ed all’impegno di lunga data nell’investimento responsabile, Amundi è un nome di riferimento nel settore dell’asset management.

I clienti di Amundi possono contare sulle competenze e sulla consulenza di 4.700 professionisti in oltre 35 paesi. Società fondata nel 2010 e quotata in Borsa alla fine del 2015, Amundi gestisce oggi AUM per oltre 1.700 miliardi di euro[3].

Footnotes

 

  1. ^ Fonte: IPE “Top 500 asset managers” pubblicato a giugno 2020, sulla base delle masse in gestione al 31/12/2019
  2. ^ Boston, Dublino, Londra, Milano, Parigi e Tokyo
  3. ^ Dati Amundi al 31/12/2020

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