Svolta ESG per SecondaPensione

Svolta ESG per SecondaPensione

Milano, Italia,

Il fondo pensione aperto di Amundi SGR integra l’analisi ESG nella politica di investimento dei propri comparti

Milano, 14 novembre 2019 – SecondaPensione, fondo pensione aperto promosso e gestito da Amundi SGR, costituito da 5 comparti e con masse in gestione pari a oltre 1,7 miliardi di euro[1], ha ricevuto lo scorso 16 ottobre da COVIP l’autorizzazione alle modifiche regolamentari relative alle scelte di investimento del fondo che a partire dal 1° dicembre saranno orientate, con una visione di lungo periodo, a obiettivi di responsabilità sociale.

SecondaPensione, fondo pensione operativo dal 1999, consegue così un importante primato nel mercato italiano, come primo fondo pensione aperto ESG, grazie all’implementazione dei principi di investimento responsabile in tutti i comparti del fondo.

L’evoluzione di SecondaPensione nella direzione dell’investimento responsabile comporta che l’attività di selezione degli strumenti finanziari investibili venga effettuata sulla base di decisioni di investimento fondate oltre che, sull’analisi finanziaria, sulla base di analisi non finanziarie che prendono in considerazione in modo sistematico fattori di tipo ambientale, sociale e di governo societario (“ESG”), applicando le procedure sviluppate in Amundi per i processi di investimento dei portafogli “socialmente responsabili” (“SRI”). Tali procedure stabiliscono i principi di esclusione degli emittenti dai possibili investimenti del fondo, effettuata sia sulla base di regole operanti su base settoriale o normativa[2], sia sulla base di specifiche valutazioni operate sull’emittente applicando una metodologia di valutazione basata su molteplici criteri ambientali, sociali e di governo societario (“criteri ESG”). A tal fine, ciascun emittente, sia pubblico sia privato, viene valutato attraverso l’attribuzione di un giudizio sintetico (“rating ESG”) che classifica l’emittente su una scala alfabetica di 7 livelli che va da “A” (rating più alto) a “G” (rating più basso). Dall’universo investibile di SecondaPensione vengono esclusi gli strumenti finanziari di emittenti a cui è attribuito, al momento dell’acquisto da parte del comparto, un rating ESG pari a E, F o G. Sono inoltre stabilite regole precise relative al rating ESG medio di ciascun comparto, che deve essere pari o superiore a “C” e al rating ESG medio dell’universo investibile, come pure un limite massimo del 10% del portafoglio di ciascun comparto investibile in strumenti finanziari di emittenti privi di rating ESG. Infine, completano l’analisi l’esclusione dall’universo investibile di emittenti operanti nei settori dell’estrazione del carbone e del tabacco e l’esclusione di quegli emittenti che, posti a confronto con gli altri operanti nel medesimo settore industriale/merceologico, hanno ottenuto il rating ESG più basso (approccio “Best in Class”).  

L’evoluzione ESG di SecondaPensione si inserisce nel quadro più ampio dell’impegno di Amundi in materia di investimenti responsabili nell’ambito dei quali è stata pioniera ed è stata tra i primi firmatari dei Principi degli Investimenti Responsabili (PRI) nel 2006. Gli investimenti responsabili rappresentano uno dei quattro pilastri fondanti di Amundi insieme alla qualità dei prodotti, la prossimità ai distributori e l’efficienza nell’organizzazione. Amundi oggi gestisce secondo i principi di investimento responsabile 317 miliardi di euro[3]. A testimonianza ulteriore del proprio impegno nella sostenibilità, Amundi ha dichiarato a ottobre 2018 con il proprio piano triennale denominato “Ambition 2021” la volontà di ampliare il proprio impegno nell’investimento responsabile con due obiettivi: l’applicazione della politica ESG di Amundi al 100% dei fondi e il raddoppio delle masse gestite in specifiche iniziative, relative in particolare alla transizione energetica.

Paolo Proli, Head of Retail Distribution di Amundi SGR, ha dichiarato: “l’evoluzione in chiave ESG di SecondaPensione segna un importante momento di svolta nella strategia di crescita del fondo, che passa sia attraverso nuovi accordi di distribuzione sia attraverso la capacità di intercettare la richiesta dei clienti di disporre di soluzioni di investimento e previdenziali pienamente aderenti ai principi di sostenibilità in materia ambientale, sociale e di governo aziendale (ESG)”.

Cinzia Tagliabue, CEO di Amundi in Italia e Deputy Head of Retail Clients Division di Amundi, ha aggiunto: “una recente ricerca condotta da Mercer[4] sui sistemi pensionistici pubblici di 37 paesi ha confermato un posizionamento di bassa classifica per l’Italia in tutti gli indicatori, evidenziando un gap pensionistico molto importante. La previdenza complementare rappresenta quindi una scelta essenziale per gli italiani e l’evoluzione di SecondaPensione in chiave ESG risponde alla necessità di offrire uno strumento previdenziale sostenibile nel lungo periodo, in linea con le attese della clientela, sempre più coinvolta e impegnata nelle tematiche ESG e con il ruolo sociale svolto dal fondo pensione”.

Footnotes

 

  1. ^ [1] Fonte: Amundi SGR, dati al 30/09/2019.
  2. ^ [2] Ad esempio società che fabbricano mine anti-uomo, armi chimiche e biologiche, bombe a grappolo; società che hanno ripetutamente violato normative internazionali, quali i principi stabiliti dal Global Compact delle Nazioni Unite, dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, le Norme ISO, ecc.; Stati che violano i diritti umani e che hanno commesso gravi crimini, quali crimini di guerra e crimini contro l’umanità)
  3. ^ [3] Dati al 30 settembre 2019.
  4. ^ [4] Fonte: Melbourne Mercer Global Pension Index (MMGPI) 2019 report, 11 edizione: www.monash.edu

Documento rivolto esclusivamente ai giornalisti e agli operatori qualificati dei media. Il presente documento contiene informazioni relative a “SecondaPensione Fondo Pensione Aperto” (“Fondo”), istituito ai sensi dell’art. 12 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, iscritto all’albo tenuto dalla COVIP con il n. 65 e gestito da Amundi SGR S.p.A. (“SGR”), con sede in Milano, via Cernaia 8/10. Le informazioni contenute nel presente documento non costituiscono né possono essere considerate offerta al pubblico di strumenti e prodotti finanziari o una raccomandazione riguardante strumenti e prodotti finanziari. Il presente documento e le informazioni in esso contenute non possono essere utilizzati per lo svolgimento di attività pubblicitaria. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri e non vi è garanzia di ottenere uguali rendimenti per il futuro. Prima dell’adesione leggere attentamente i documenti “Informazioni chiave per l’aderente”, contenente la “Scheda dei Costi” (Sezione I della Nota Informativa), e “La mia pensione complementare – versione standardizzata”, che il soggetto incaricato della raccolta delle adesioni deve preventivamente consegnare al potenziale aderente. Chi risulti già iscritto ad altra forma pensionistica complementare deve confrontare i costi del Fondo con quelli della forma pensionistica di provenienza, la cui scheda dei costi deve essere preventivamente sottoposta all’interessato dal soggetto incaricato della raccolta delle adesioni. Per ulteriori informazioni consultare la Nota Informativa, il Documento sulle anticipazioni, il Documento sul regime fiscale nonché il Regolamento disponibili gratuitamente sul sito della SGR e del Fondo, presso la sede della SGR e presso i soggetti incaricati della raccolta delle adesioni. Il presente documento non è rivolto ai cittadini o residenti negli Stati Uniti d’America o a qualsiasi “U.S. Person” così come definiti dalla “Regulation S” della Securities and Exchange Commission ai sensi dello US Securities Act del 1933 e nella Nota Informativa.

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A proposito di Amundi

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Primo asset manager europeo fra i primi 10 operatori a livello mondiale[1], Amundi propone ai suoi 100 milioni di clienti - privati, istituzionali e corporate - una gamma completa di soluzioni di risparmio e di investimento in gestione attiva e passiva, in asset tradizionali o reali.

Grazie alle sei piattaforme di gestione internazionali[2], alle capacità di ricerca finanziaria ed extra-finanziaria ed all’impegno di lunga data nell’investimento responsabile, Amundi è un nome di riferimento nel settore dell’asset management.

I clienti di Amundi possono contare sulle competenze e sulla consulenza di 4.700 professionisti in oltre 35 paesi. Società fondata nel 2010 e quotata in Borsa alla fine del 2015, Amundi gestisce oggi AUM per oltre 1.700 miliardi di euro[3].

Footnotes

 

  1. ^ Fonte: IPE “Top 500 asset managers” pubblicato a giugno 2020, sulla base delle masse in gestione al 31/12/2019
  2. ^ Boston, Dublino, Londra, Milano, Parigi e Tokyo
  3. ^ Dati Amundi al 31/12/2020

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